Eliminare non serve. Includere invece sì.

“Per un mese togli pane, pasta, legumi e latticini, così ti sgonfi”.
Questa è, tra tutte, la voce più comune, fastidiosa e insensata che le mie orecchie abbiano sentito.
Più della sciocchezza del Detox, più dell’eliminazione ad minchiam del glutine dalla propria dieta, quest’idea secondo la quale dovremmo tutti sgonfiarci è la nuova caramellina di cui ci stiamo nutrendo.
giphy (2).gifFinchè la dice la zia, che l’ha sentito al bar, che l’ha sentito in televisione, che al mercato mio padre comprò, amen.

Quando sono alcuni colleghi a farla così banale e semplice, ahi ahi ahi.

Partiamo da un presupposto.
Esclusi protocolli specifici, come il metodo Apollo per psoriasi e dermatite atopica, o la dieta chetogenica per casi patologici molto particolari monitorati da stretto controllo medico, non esiste un solo motivo al mondo per eliminare massicciamente un gruppo di alimenti “per sgonfiarsi”.
Sgonfiarsi, come Detox è un termine che ognuno interpreta secondo necessità.
giphy (3)Io interpreto Jason Momoa secondo necessità.

E’ chiaro che eliminando completamente le più utilizzate fonti di carboidrati si ottiene un rapido effetto “dimagrante”.
Il motivo è che sostanzialmente abbiamo ridotto la quota calorica introdotta nella giornata.
Con la piccola particolarità che non si è affatto dimagriti.
Eliminando massicciamente alimenti come pane e pasta dalla dieta si rischia di utilizzare parte della nostra riserva muscolare, si perde cioè massa magra a discapito di quella grassa.
Se volete solo un numero più piccolo sulla bilancia, fate pure, ma non andate in giro a dire che siete dimagriti.
Se volete solo un numero più piccolo sulla bilancia, ci sono stratagemmi meno impegnativi. Pesatevi col gatto in braccio e poi senza, siete dimagriti? Ecco, è la stessa cosa.

giphy (4).gifNon sarà motivante, non sarà miracoloso, non sarà Detox.

E’ per questo che dobbiamo (collega, ce l’ho con te!) puntare su altro.
La dieta del “togli questo per un mese” non è educativa e ha delle recidive non da poco.
Dopo un mese senza pasta, ammesso che il diretto interessato riesca, un amante della pasta si vendica.
Potrebbe “compensare” mangiandone piatti enormi, facendosi forza del risultato ottenuto e dell’odio maturato nei confronti della nostra categoria.
Punterei sul cercare soluzioni diverse.
Imparare a includere. Capire come comportarsi rispetto alle scelte che si fanno nel carrello e a tavola.

Parlando di pasta si possono valutare diverse soluzioni.
Consumarne una porzione adeguata nella giornata, optare per una scelta meno frequente ma più abbondante, bilanciare diversamente gli altri nutrienti da assumere nel giorno/nella settimana.

Mi rendo conto che imparare a gestire sia ben più complesso che “seguire un menù”, mai noi nella vita di tutti i giorni non abbiamo un menù.
Anche se lavoriamo a scuola o in un altro posto in cui ci sia una mensa, abbiamo sempre una certa possibilità di scelta.
E’ su quello che dobbiamo lavorare. Come lavoro è lungo e impegnativo, per chi è “a dieta” e per chi segue.
I risultati però, sono sconvolgenti.
Quando un paziente va in vacanza senza preoccupazione del cibo, quando è in trasferta e sa come comportarsi, quando i concede i suoi extra perchè ha imparato a gestire,
ABBIAMO VINTO TUTTI.
giphy (1).gif
Siamo circondati di opzioni veloci, comode e apparentemente buone (almeno a livello di palatabilità) che ci remano assolutamente contro rispetto all’obiettivo SALUTE.

Insegnare come gestire una carbonara, senza temerla o sentirsi in colpa dovrebbe essere uno dei nostri scopi.
Insegnare che tutto può entrare in una dieta è l’unico modo per renderla uno stile di vita.

Essere più credibili e preparati di “così ti sgonfi”.

Ce l’abbiamo tanto col mondo dei “falsi miti alimentari” che dovremmo smetterla di essere i primi a proporre stronzatine di questo tipo.

Cose che potrebbero interessarti:

http://www.psoriasimetodoapollo.com
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/ristoranti-locali/18_marzo_23/carbonara-l-amatricianasul-binario-leggerezza-82835482-333d-11e8-98d8-d99ce0c36aa1.shtml

 

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