Tu non sei quanto pesi.

Fermati un secondo.
Ogni grande autore  ha detto che “l’uomo è ciò che…” a scelta.
Sei ciò che mangi, sei le persone che scegli, sei gli appuntamenti che rimandi.
CHE STRONZATA.
Ognuno di noi è molto molto altro. Se ha voglia di esserlo.

Quegli altri sono tutti aspetti, realistici e momentanei.
E modificabili.
Il peso è uno di questi.
Quanto pesi cambia.
Prova tu stessa.
In un giorno qualsiasi, in cui sei in casa, pesati un numero spropositato di volte.
7-8 ad esempio.
… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …
Vedi, non è stabile.
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Non è neanche così rappresentativo di quello che sei.
Tu non sei quel numero, casomai sei la persona che ci si confronta.
Se proprio devi essere qualcosa di riduttivo, tu sei ciò che fai con quel numero.
Quanto lo odi, quanto lo controlli, quanto cerchi di cambiarlo o di mantenerlo così.

Proprio come non esiste una “giusta porzione” o un “cibo giusto”, neanche il peso può essere giusto.
Più che ideale, giusto, è utile definire un peso ragionevole.
Per il tuo stato di salute.

Non per l’estetica, non per il bikini, non perchè una star pesa così.
Un peso che sia raggiungibile e semplice da mantenere, se stai cercando di modificarlo.
Che tenga conto della tua vita e del tuo stato di salute.

Quindi meglio parlare di un intervallo ragionevole di peso.

L’indice di massa corporea? Ni.
Prendiamo l’indice di massa corporea, si calcola come in immagine e se il risultato è tra 18 e 25 si dice che la persona con quelle misure sia NORMOPESO.
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Come lo spieghiamo allora che i rugbysti che seguo sono tutti sovrappeso?
Prendiamo me ad esempio, che se no pensate al rugby e vi distraete.
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Io sono normopeso da circa 44 kg a circa 59 kg.
Sono 15kg di intervallo.
E’ facile dedurre che il mio stato di salute si infili nel mezzo di questi 15 kg e vari molto a seconda del mio stile di vita.
(Non tornare sul rugby, continua a leggere! )

Posso pesare 55kg dopo un periodo senza attività fisica, sentirmi debole e spossata, non consumare le giuste quantità (per me) di nutrienti.
Posso pesare 55kg ed essere molto allenata e tonica, avere anche una taglia in meno e sentirmi energica.
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Cosa cambia? Cambia che la bilancia non telo dice.
Lei dice solo ” 55kg”.
Di cosa? Non lo sa.

Quindi perchè darle un’importanza che non merita?
Perchè non siamo abituati a guardarci e a valutarci sulla base di altro.
Perchè mi piaccio è un concetto ben più complesso di “giusto/sbagliato”.

Non lo so da dove ci derivi questo bisogno di dirci che non andiamo bene.
Traumi infantili, la società, la moda… Tutte e tre…

E’ come quando ho comprato una maglia che non mi piaceva perchè la mia era macchiata, quella aveva lo stesso colore ed era in saldo.
Non mi piaceva.Ma dovevo acquistare velocemente una maglia.
Sono andata a studio.

La segretaria ha esclamato subito: “Che bella maglia! Dove l’hai presa?” –
“Tu dici? Non mi sta bene”
E poi i miei pazienti, tutti: “ma che bella!” “Sai che ti sta proprio bene?” “Che carina questa maglia”.
Persino il portiere, che in genere non so sbilancia mai.
A fine giornata 15 persone mi hanno detto che la mia maglia era carina, bella o stupenda.
Ma io niente, volevo avere ragione a tutti i costi.
Non è bella questa maglia.

Torno a casa e incontro la signora che abita di sopra.
Abbiamo confidenza.
Le chiedo cosa pensasse della mia maglietta nuova. Esclama un normalissimo “carina”, senza aggiungere altro.

TADAAAAN! Visto, non le piace? Avevo ragione io.

15 persone a favore – 1 semi-neutra, do retta a lei.

Quante volte sei fuggita di fronte a un “sei bellissima” perchè hai pensato a un numero sotto i piedi che non ti piace?
Ti chiedo una cosa.
E se fossi bellissima per altri 15 motivi, daresti comunque retta a quell’unico numero?
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Ciò che davvero conta, è di cosa siamo fatti.
Quando ero bambina, il mio papà mi pose un – chiamiamolo così- “indovinello”, lo avrai sentito di certo:
Pesa più un chilo di piume o un chilo di piombo?

A 5-6 anni pesa di più un kg di piombo.
Non capisci perchè non sia così.
Più in là con l’età lo sai, che è comunque un chilo.
E’ lo stesso indovinello.
Pesa più un chilo di massa grassa o uno di massa magra?
E’ sempre un chilo.


Facciamo una cosa, metaforica e banale da dire, per niente da applicare.
Prendiamo la bilancia dal bagno e buttiamola via.
Non dalla finestra, che metti passa qualcuno…

Mettiamola in cima all’armadio o portiamola in cantina
(o regaliamola a un dietista/nutrizionista neolaureato, che gli serve per iniziare a lavorare, prima di acquistarne una professionale).

Buttiamo anche il metro e tutto ciò che si relazioni alla nostra figura con i numeri.
Come dice una mia collega: “tuo figlio non si ricorderà del tuo peso, si ricorderà di com’era divertente o no giocare con te al mare e in piscina” e ” tuo marito non si ricorderà del tuo peso, si ricorderà di com’eri bella quando ridevi e cantavi sotto la doccia”.

La risposta all’indovinello è un’altra.
Pesa più un chilo di cura di se.

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Fare la spesa a dieta?

La dieta inizia dal carrello. O forse ancora prima.
Inizia da cosa pensiamo dello “stare a dieta” e da cosa, di conseguenza, metteremo nel carrello.
Di seguito una manciata di consigli pratici per comportarsi bene al supermercato – al mercato o in qualsiasi altro posto si faccia la spesa.

Sarò banale, ma anche la spesa è di quelle attività che non facciamo consapevolmente.
Questo influisce sul nostro girovita o sulla difficoltà di perdere peso? Poco o molto, di certo ha una sua importanza, anche in piccolissime scelte.
Un po’ come chi tira con l’arco. Se si sposta anche di un solo millimetro, sul lungo, la freccia cambia completamente punto di arrivo.
giphyPreparazione:
Come si va a fare la spesa? Senza fame.
Avere fame di fronte agli scaffali annebbia la nostra lista della spesa – scritta o meno – e ci spinge ad acquistare prodotti che sazino,anche solo idealmente, questo nostro stimolo.
Vincenti in questo processo, i prodotti vicino alle casse dei supermercati. Rapidi, golosi ma spesso pieni di zuccheri. Tipo? Snack veloci al cioccolato, frutta secca già sbucciata, caramelle e simili.
Soluzione: scegliere, ove possibile, orari in cui non ci sia fame per andare a fare la spesa.
Subito dopo mangiato può essere una buona idea.

Composizione del carrello:
qui entra di certo in gioco la vostra dieta.
Dieta intesa come stile di vita, sia chiaro. Se siete sportivi, vegetariani o dovete confrontarvi ogni giorno con una patologia dall’impatto alimentare importante (allergie, diabete, pressione alta) avrete di certo delle indicazioni più precise da seguire.
Allo stesso modo, se “siete a dieta”, ciò che scegliete di portare adal supermercato a casa e di tenere in dispensa influirà di certo sul raggiungimento dei vostri obiettivi.
In linea di massima, sulla composizione del carrello, bisogna cercare il più possibile di scegliere prodotti freschi nel reparto ortofrutta.
Frutta e verdura, soprattutto “cucinabile in anticipo” per organizzare al meglio la propria settimana.
Questo periodo è quello in cui sono presenti molte verdure/ortaggi che hanno bisogno di cotture lunghe, come la lessatura.
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Comodissime da avere in casa, lessare la domenica e consumare nei giorni a venire.
Consiglio:
Provate anche ad acquistare verdure/ortaggi nei confronti dei quali nutrite dei pregiudizi. Perchè è molto che non li mangiate, perchè non sapete come cucinarli, per qualsiasi altro motivo, sperimentare è sempre utile.
Google vi offre milioni ricette.
Prendete me, che le rape rosse non le amo, ma che rendono tutto molto rosa.Ogni tanto le acquisto e sperimento. Con più o meno successo.


Ma a cosa fare attenzione quando si fa la spesa?
Di getto risponderei alle etichette. Se non avete indicazioni specifiche per la vostra salute, sarà semplice scegliere prodotti perlopiù freschi (non solo frutta e verdura, ma anche formaggi freschi, carne e pesce di un certo tipo) o prodotti che in etichetta contengano pochi ingredienti.
Certo, bisognerebbe prestare attenzione anche a quali ingredienti.
Gli ingredienti dei prodotti che acquistiamo (vale anche per le creme per il viso) sono in ordine per contenuto. Il primo è il più contenuto, l’ultimo il meno contenuto.
Se dobbiamo prestare attenzione al contenuto di sale o di zuccheri, acquistare prodotti che ne siano sprovvisti o in cui questi compaiano solo alla fine, può essere davvero utile per la nostra salute.
Consiglio n.2, non farti abbindolare.
Se facciamo la spesa in fretta e affamati, sostanzialmente la faremo più velocemente.
La velocità va d’accordissimo con i claims, ovvero le scrittine invitanti presenti sulle etichette.
Il nostro cervello lavora per associazione.
Legge “senza grassi” e pensa a donnine in bikini che corrono sul prato con nastri colorati.
Legge “light” e pensa al numero sulla bilancia che scende.
Legge “naturale” e pensa al nonno in campagna e al fatto che “si viveva meglio prima”.
Se abbiamo fretta, fame o voglia di rimetterci in forma, non stiamo a pensarci su.
Nel nostro carrello “senza grassi”, “light” e “naturale” hanno via libera.
Come sapete, o forse avete già provato, questo non basta per ottenere o mantenere un risultato.
Spesso dietro uno yogurt “senza grassi” si nasconde lo stesso quantitativo di carboidrati di alcuni piccoli gelati industriali.
Dietro un “naturale” c’è soltanto un’etichetta verde, con delle foglioline qua e là.
SOLUZIONE FINALE.
Spesso i pazienti nuovi che vedo nel mio studio affermano frasi come: “io so cosa dovrei fare: aumentare frutta e verdura, mangiare più prodotti freschi e meno elaborati, consumare più pesce e legumi”.
Il problema non è il conoscere o meno queste linee guida. Se usciamo dal mercato con 1 busta di zucchine, 2 filetti di pesce, biscotti, dolci, prodotti pronti e da forno, il vero problema è l’applicazione di queste linee guida.
Se il nostro carrello è composto esclusivamente da cibi utili al nostro obiettivo di salute e tutto il resto non entra in casa, quando abbiamo desiderio di concederci qualcosa di più, di goloso o di diverso, saremo costretti ad attrezzarci per trovarlo.
Da “prendi il gelato” a “usciamo, vestiamoci e andiamo a prendere il gelato”.
Da “Stasera friggiamo” a “andiamo al ristorante X, che fanno il fritto migliore del mondo”.
Può sembrare che cambi poco, ma sul lungo termine, la vostra freccia sarà finita da tutt’altra parte.

 

 

Fame nervosa e alimentazione incontrollata.

Dopo la nostra diretta Instagram di ieri, riporto per iscritto quanto ci siamo raccontati ed è venuto fuori riguardo questo argomento spinoso e molto spesso  frainteso.

Innanzi tutto vediamo un po’ di provare a dare alla fame nervosa una definizione, non convenzionale, ma comprensibile.

Fame nervosa è una “traduzione sbagliata”.
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Riceviamo l’INPUT “fame” e lo convertiamo in bisogno di cibo, veloce, istantaneo e gratificante.
Sul momento.
La vera questione si pone sul dopo.
Ci sentiamo in colpa, poi inadatti, poi qualcosa di peggio.
E ce lo diciamo, rinforzando il concetto ed entrando in un circolo vizioso difficile da scardinare.

Da dove deriva la fame nervosa? Una sola e propria causa, probabilmente non c’è.
C’è chi la fa risalire ad alcuni “atteggiamenti di compenso” avuti o ricevuti.
Se fai la brava, andiamo a mangiare il gelato.
Il bimbo piange, lo allatto.
La bimba piange, le do il ciuccio.
(Gentilmente rubato a Io Non Mi Stresso )
Questi sono alcuni dei primi esempi di Misunderstanding tra un bisogno o un corretto comportamento e la fame.

Altro è di certo correlato al fatto che in età adulta, siamo abituati a festeggiare eventi più o meno importanti attraverso il cibo.
Parliamoci chiaro, siamo esseri umani.
Nell’antichità i nostri riti finivano con dei banchetti. Al giorno d’oggi un amico che non abita nella nostra città, un’auto nuova, un matrimonio o qualsiasi altro avvenimento ha a che fare col cibo.
Ci è impossibile, come esseri umani, svincolare il cibo da questo.

Imparare a gestirlo è ben più complesso, certo, ma che gran risultati ci dà.
Come si fa? Ci sono alcuni consigli utili in linea generale, anche se -sarò ripetitiva- ogni caso è a se.
In linea di massima è utile RALLENTARE.

L’attacco di farme, la fame nervosa, o nei casi più complessi l’alimentazione incontrollata, hanno una caratteristica che si presenta forte:
LA FRETTA.
Se riuscissimo a darci qualche minuto tra l’Input “fame” e l’azione “mangiare”, potremmo attutire un po’ il colpo.
Ho fame o credo di averne.
Vado in una stanza che non abbia cibo.
Faccio 3 respiri profondi (alcune discipline orientali consigliano eventualmente multipli di tre. 6,9,12…) mi rilasso e vedo che succede.
Se ho ancora fame, posso provare a bere 1 o 2 bicchieri d’acqua, sempre con lo scopo di placare questa spinta.
Ho ancora fame? Magari si, magari no.
Di certo mi avvicinerò alla dispensa o al frigo con una “foga un poco più quieta”.
Potrei mangiare meno, o fare scelte più consapevoli. Oppure no.
Ma è un tentativo senza effetti collaterali. Nella peggiore delle ipotesi farai un po’ di pipì.

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Ma a livello dietetico/nutrizionale?
In generale è utile evitare diete fai-da-te o eccessiva restrizione calorica.
Preferibili sono equilibri alimentari che comprendano,anzichè escludere, tutta una serie di alimenti in genere “proibili/sbagliati/scorretti”.
Mi rivolgo ai miei colleghi.
Abbiamo dalla nostra parte le kcalorie, i nutrienti e tutta una serie di competenze per le quali all’intero di un piano alimentare possiamo inserire molte alternative.
Perchè non valutarne qualcuna che ha qualche pecca a livello nutritivo, ma che permetta ai nostri pazienti di ottenere e mantenere un risultato?

Ridurre al meno l’input “fame” è di certo una strategia con buone possibilità di vittoria.
Allo stesso modo funziona “stare a dieta” con cibi gratificanti.
Evitare di digiunare a lungo, avere nelle proprie alimentazioni cibi da sempre (erroneamente) considerati scorretti, può di certo influire ad aiutarci con atteggiamenti e comportamenti compensatori nei confronti del cibo.

Spesso non basta, è necessario per imparare a comprenderli e gestirli CONSAPEVOLIZZARE.
Consapevolizzare è possibile attraverso un piano alimentare, ma è di certo più mirato attraverso l’aiuto della psicoterapia.
E’ un po’ come se dovessimo andare in cima a un monte.
La dieta sono le ciaspole.
Magari alla fine ci arriviamo in cima, perchè no.
La psicoterapia è una funivia.
Ognuno farà il suo percorso, con l’una o con l’altra senza giudizio.
La seconda è un po’ più mirata ad arrivare in cima.
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Ma quindi se ho avuto un attacco di fame nervosa devo andare dallo psicologo?
(Premesso che questa frase sembra ancora fraintendere quel vecchio stereotipo psicologo= mica sono matto, che è una sciocchezza)
Dipende, ciò che rende la fame nervosa, bisognosa o meno di un trattamento (di psicoterapia, nutrizionale o entrambi) è sostanzialmente la frequenza e l’intensità con cui si verifica, e poi tu.
Quanto questo rappresenti per te un ostacolo, puoi deciderlo autonomamente.
Una giornata impegnativa che una volta è sfociata in una fame nervosa, non dovrebbe generare grossa preoccupazione.
Viceversa, se capita frequentemente, in associazione ad emozioni più o meno cariche negativamente, può alla lunga diventare molto presente e di disturbo nella tua vita.

Ba- ba – ba- ba- banana!

La banana è stata a lungo attaccata senza motivo per alcune sue proprietà.

Mi ripeto, se avete sentito quanto sto per dire, andate pure oltre.
NON ESISTE un singolo alimento che possa, da solo, essere responsabile di gravi cambiamenti nel nostro organismo.
Le banane non sono magre, non sono grasse, non hanno troppi zuccheri e non ne hanno troppo pochi. Tutto sta nel contesto dietetico in cui vengono inserite.
In alcuni tipi di dieta, è preferibile utilizzarne una piccola dose, non troppo spesso.
In altri tipi di dieta, non ci sono controindicazioni se ne consumiamo anche una al giorno.

Cosa fare dunque?

In linea generale e informativa, è buona abitudine variare spesso la propria alimentazione e le proprie scelte alimentari.
Ma non è tutto male ciò che è banana.
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VALORI NUTRIZIONALI:
100g di banana (che corrisponde ad una banana piccola), buccia esclusa:
76% di acqua
1,2 di proteine
0,3g di lipidi
15g di carboidrati

Una banana piccola, ha bene o male i valori nutrizionali di una mela molto grande.
Quindi, come per ogni alimento – salvo controindicazioni – lo possiamo tranquillamente inserire nella nostra alimentazione.
Quando consumarla nella giornata?
Anche qui dipende, può facilmente essere inserita nella colazione, per sfruttarne il suo potere saziante.
Può rappresentare uno spuntino valido sia prima che dopo l’attività fisica, o uno spuntino tra i pasti principali.
Quante banane si possono mangiare ogni giorno/ogni settimana?
Non esistono delle raccomandazioni di riferimento a tal proposito. Sia le linee guida che i LARN, si riferiscono a GRUPPI ALIMENTARI (cereali/legumi/prodotti della pesca) e mai a singoli alimenti.
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E’ meglio consumarne di acerbe o molto mature?
Dipende.
Le banane, come molti frutti, cambiano molto a seconda del grado di maturazione.
Le banane acerbe ad esempio hanno indice glicemico più basso, ma sono povere di antiossidanti. Viceversa, quelle più mature hanno indice glicemico più alto, ma sono più ricche di polifenoli e antiossidanti.
Cosa fare? Una via di mezzo.

Sono pesanti.
Sono sazianti, per il loro contenuto in pectina.
Si può provare a sceglierne di più piccole, per valutare se dipenda dal contenuto o meno di questo nutriente.
Il loro effetto è utile sia per la prevenzione di alcune patologie che per la prevenzione della costipazione.

giphyhttp://nut.entecra.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html

3 ricette del Lunedì.

Alcune ricette per smettere di odiare la dieta e il Lunedì.
Speriamo.

Ciambellone di rape. Una bella idea per includere una buona porzione di verdure nella colazione, spacciandola per un dolce.
Il colore è invitante, il sapore anche.

Nuova immagine bitmap (2)Ingredienti:
150 g di Farina di tipo 2
1 bustina di lievito
100ml di olio di semi
150-200g di bietole precotte
2 uova
3 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro

Facoltativi: cacao, farina di cocco, frutta secca.

 

Preparazione: Frullare a immersione le rape con le uova, lo zucchero e un pizzico di sale e l’olio a  filo. A parte setacciare la farina col lievito, (e se aggiunti) il cacao e la farina di cocco. Unire i due composti e cuocere in stampini di silicone (o altri stampini) a 180°C per 30-35 minuti.

Associare a yogurt o tè.

Carni prelibate, basso impatto calorico, niente sale aggiunto.
Nuova immagine bitmap (2)Ingredienti:
200g di vongole
1 cucchiaio di olio
Aglio
1/2 bicchiere di vino

Una pentola con coperchio adatta.

Procedimento: Lasciare le vongole in ammollo per 2-3 ore.
Il procedimento è noto a molti. In un tegame far scaldare nell’olio l’aglio, aggiungere le vongole veraci, ametà cottura sfumare col vino e lasciar evaporare. Le vongole apriranno tutte e l’alcol presente nel vino sfumerà. Togliere quelle chwe rimangono chiuse e gustare aggiungendo a piacere pepe o peperoncino.
Questa ricetta, associata ad una fetta di pane sciapo e ad un contorno di verdure crude, ha meno di 250 kcal, ma è ricca di nutrienti.
Non ha bisogno dell’aggiunta di sale, che i frutti di mare ne hanno già un buon contenuto, provare per credere!

Formaggi stagionati, usali al posto del sale e dell’olio!
Nuova immagine bitmap (2)Pasta di farro con broccoli e pecorino romano: 
(si può sostituire con quello siciliano, hanno quasi gli stessi valori nutrizionali!)

Ingredienti:
Pasta di Farro 70g
150g di broccolo precedentemente lessato
10g di pecorino romano (o siciliano)
Una padella antiaderente.

Preparazione: In una padella antiaderente a pietra, scaldare a fuoco vivo il broccolo precedentemente lessato. In abbondante acqua (non salata) cuocere la pasta di farro e tenere da parte 1-2 bicchierini di acqua di cottura.
Scolare la pasta e “ripassarla” assieme al broccolo, può essere utile frullarne o schiacciarne con una forchetta una parte.
Mantecare aggiungendo a filo l’acqua di cottura e il pecorino grattato.

Rispondo Lunedì _02.2018

Ritorna il nostro spazio Domande e Risposte! Ogni primo Lunedì del mese 🙂
question

#1 Quante volte a settimana bisogna mangiare formaggi e salumi?
Secondo le linee guida (LARN) e la Piramide alimentare, le porzioni settimanali di salumi sono rispettivamente di 3 porzioni da circa 50g a settimana e di 4 porzioni per i formaggi, alternandone formaggi freschi (100g) e stagionati(50g).
Il tutto se si sta seguendo una dieta bilanciata e costituita da 7 pranzi e 7 cene che comprendano sempre una fonte di carboidrati, una di proteine e una di lipidi, accompagnate da abbondanti porzioni di verdura/ortaggi.
Queste sono le indicazioni generali, dalle quali si può personalizzare aumentando/diminuendo dosi e frequenze sulla base del proprio stile di vita.

#2 Il metabolismo lento esiste?
E’ scorretto parlare di velocità nel caso del metabolismo. Quello che tutti chiamano metabolismo, spesso viene erroneamente definito veloce o lento sulla base dell’efficacia che abbia nel farci perdere peso se siamo a dieta.
L’errore è il seguente: il metabolismo è una serie di processi con cui ciò che si mangia e beve viene trasformato in molecole che il nostro corpo utilizza.
Si conta in kcal,  e le kcal non sono veloci o lente, sono di più o di meno.
E’ come il denaro. Se ho 100€ e li spendo tutti in un paio di scarpe, oppure in tante confezioni di palloncini, ho speso comunque 100€.
Se l’energia di cui hai bisogno nella giornata (che non è il metabolismo,ma il fabbisogno energetico) è di 1500kcal anzichè 2000kcal, non è più lento, è DI MENO.

#3 Come si fa ad aumentare il metabolismo con la dieta?
Facendo sport.
Il FABBISOGNO ENERGETICO aumenta, aumentando la % di massa magra, quindi aumentando il livello di attività fisica.

#4 Perchè dopo aver perso un certo numero di kg, il mio peso si ferma?
Questo evento, detto plateau del peso, è un evento tutto sommato prevedibile e bisognerebbe smettere di trattarlo come un effetto collaterale sgradevole e che porti con sè tutta una serie di sensazioni negative, che spesso sono la causa dell’interruzione di un percorso nutrizionale.
Il tuo corpo non è un problema da risolvere, il tuo peso corporeo neanche.
Quando si verifica un rallentamento o uno stop nel calo ponderale, è il caso di recarsi dal dietista/nutrizionista che ci segue o chiamarlo,  per valutare la causa del plateau e trovare un rimedio.

#5 Esiste una dieta specifica per il trattamento della dermatite atopica?
Se ci fate caso, cercando (anche su internet) “dieta per …” e inserendo al posto dei puntini un qualsiasi stato patologico o fisiologico, vengono fuori diverse informazioni. (quasi) Tutte hanno – almeno- l’accortezza di sottolineare di: idratarsi a sufficienza, mantenere uno stile di vita attivo, mangiare sufficienti dosi di vegetali/ortaggi, scegliere prodotti di qualità ed evitare quelli troppo elaborati o zuccherati.
Rispondo con una domanda, vi viene il dubbio che sia proprio dentro queste raccomandazioni generali la chiave per migliorare il proprio stato di salute?


In merito alla dermatite atopica, esiste un metodo sperimentale (Metodo Apollo), che si sta occupando del trattamento della stessa e che mette insieme personale medico e sanitario (medicina + dieta +integrazione +psicoterapia… ).
*lascio fonti a fine articolo

#6 E’ meglio una pizza rossa o una margherita?
Come dico sempre, meglio e peggio, in ambito alimentare non esistono. Mi spiego. Tutto dipende da cosa cerchiamo, gli alimenti non sono mai una cosa soltanto. La pizza non è tutti carboidrati, la frutta non è tutta zuccheri, la carne non sono proteine…
Dando per scontato di mangiare una pizza intera e dovendo noi prestare attenzione alle kcal, è preferibile consumare pizze rosse (con pomodoro), rosse con funghi o rosse con verdure.
Tutte e tre queste opzioni però, non costituiscono pasto completo, manca infatti una sufficiente dose di proteine.
Quindi meglio la margherita? Nì. Pizze che contengano una fonte proteica (mozzarella, affettato,pesce, uova…) rimangono comunque molto squilibrate nei nutrienti e nei condimenti.
Molti carboidrati, poche proteine, grassi variabili in base a quanti giri d’olio.
Quindi? Se la scelta è prettamente calorica e vogliamo una pizza intera conviene consumare una pizza a base rossa con funghi, verdure o alici.
Se si vuole prestare attenzione anche ai nutrienti, un trucco semplice è consumare metà di una pizza che “contenga” anche una fonte proteica.
[meglio ancora se a base integrale!]

#7 Il caffè fa bene o fa male?
Che il caffè (e in particolare la caffeina) abbia un effetto stimolante per il nostro organismo,è ormai noto. Non a caso, poichè fa parte delle sostanze nervine (che hanno azione sul sistema nervoso) rimane sconsigliato ad esempio nel caso di ipertensione arteriosa.
Inoltre,  tenendo le nostre cellule “attive”, grazie alla caffeina, aumenta l’effetto termogenico (ci fa bruciare di più).
Questo non lo rende una buona scelta “dimagrante” per almeno 2 motivi.
Il primo è che spesso non lo beviamo amaro, nè da solo, quindi il suo effetto sulla termogenesi diventa molto blando. Il secondo è che per avere un effetto dimagrante a partire dalla bevanda caffè, dovremmo assumerne talmente tanto che avremmo non pochi effetti indesiderati su pressione arteriosa, escrezione di calcio a livello urinario, intestino e tachicardia.

Tra gli altri effetti positivi della caffeina, troviamo un leggero effetto analgesico, soprattutto a livello bronchiale e verso le emicranee.
Come per ogni alimento dunque, la differenza la fanno quantità giornaliere e frequenze settimanali.

Come tutto, é un ottima fonte di… se assunto con moderazione, all’interno di una dieta equilibrata.

Ci vediamo il 5 marzo con il prossimo Rispondo Lunedì.
Per inviare le tue domande, scrivi una mail a sara@iniziolunedi.it con oggetto Rispondo Lunedì, le più interessanti verranno pubblicate !

giphyFonti:
http://www.psoriasimetodoapollo.com

http://www.sinu.it/html/cnt/larn.asp

http://www.piramideitaliana.it

– Quantification of the effect of Energy inbalance on bodyweight – Hall KD,Sacks G, Chandramohan D, Chow CC, Whang YC, Gartmaker SL, Swinburn BA – Lancet – 2011; 378:826-837.

 

Spezie,semi e aromi – Vol. 2.

Cos’è una spezia? Tecnicamente è una sostanza aromatica di origine vegetale usata nella preparazione di cibi dolci e salati, infusi e ricette tradizionali.
C’è anche chi le usa per fini cosmetici, certo. Vuoi per l’aroma, vuoi per le proprietà.
Quante ne esistono? Tantissime.
Da quanto esistono e si usano? Da un tempo molto lungo.
E noi oggi che ci facciamo? Ne vediamo alcune.
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Al primo posto troviamo il CURRY, che non è UNA spezia ma un miscuglio di spezie.
Ne esistono diverse varietà, più o meno piccanti, più o meno dolci.
Comprende: pepe nero, cumino, coriandolo, curcuma (responsabile del suo colore “giallo vivo”, aglio in polvere, cipolla, peperoncino…
Il grande numero di componenti gli permettono di essere una buona fonte di sali minerali, antiossidanti e Vitamine e un ottimo sostituto del sale!
Tenendo conto che per cucinare ne bastano pochi pizzichi, il suo utilizzo frequente è un buon aiuto per assimilare Vitamine, antiossidanti e minerali.

Controindicazioni? Qualcuna.
Essendo una miscela di diverse spezie, dobbiamo essere certi prima di usare il curry che nessuno dei suoi componenti sia responsabile di fastidi specifici per il nostro stato di salute.
Bisogna prestare attenzione soprattutto quando non ne consumiamo in casa e non possiamo verificarne provenienza e contenuto.

Il CARDAMOMO è per il momento il mio preferito. No, non per il sapore. Perchè ci sono degli studi scientifici dietro, alcuni solo in via sperimentale, ma comunque abbiamo del materiale.
Noto soprattutto per dare un gusto deciso a tè, infusi e caffè, il cardamomo trova largo spazio anche nella preparazione di dolci e pani.
Sembrerebbe apportare vantaggi contro disturbi intestinali (ma nessuno ci dice in quali dosi e trattato come, quindi teniamoci il condizionale “sembrerebbe”),ma la cosa più interessante è un’altra.
Uno studio (citato a fondo pagina), ha valutato l’azione del cardamomo come antinfiammatorio naturale, per cui si sta procedendo (speriamo di avere presto i risultati) a somministrarne una piccola dose in pazienti sovrappeso affetti da Diabete Mellito di Tipo II, per valutare se e come la sua integrazione possa essere vantaggiosa.
Staremo a vedere. Fino ad allora, lo inserirei tranquillamente in una torta di carote al cardamomo: la ricetta su Instagram tra qualche giorno o tra due settimane qui sul blog!

La VANIGLIA.
La vaniglia, assieme al pomodoro e al cacao, è di quegli ingredienti che se Colombo fosse “per sbaglio” arrivato in India…
A livello nutrizionale non ci sono grandi proprietà riconosciute, sostanzialmente il suo utilizzo ha a che fare con l’aroma.
Viene utilizzata prevalentemente nell’industria dolciaria, profumiera o (la vanillina) come aromatizzante per prodotti farmaceutici.
Il suo aroma “coprente” permette ad esempio di nascondere il sapore forte di lievito o bicarbonato, usati nella produzione dolciaria.
Tra le proprietà comunemente note troviamo il suo effetto stimolante dell’appetito.
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Ultimo ma non meno importante, il CUMINO.
Secondo le credenze popolari, nel Medioevo esso rappresentava un importante rimedio contro le amnesie.
Già conosciuto ed utilizzato nell’antica Grecia e nell’antica Roma, esso trovava largo spazio sulle tavole, sia come pasta spalmabile, che come spezia da aggiungere a carni e pesci.
Vantaggi nutrizionali? Gli stessi di molte altre spezie/semi/aromi. Ottimi contenuti in sali minerali e vitamine, in particolare Vitamina A, Potassio e Calcio.
Svantaggi? Potrebbe interferire con l’assunzione di farmaci antidiabetici , per cui nel dubbio, chiedete al vostro medico e/o dietista se sia o meno il caso di aggiungerlo alle vostre ricette e in che quantità.

Ci vediamo la prossima settimana con il primo RispondoLunedì dell’anno e quella successiva con qualche ricetta che contenga queste spezie/aromi.

giphyFonti:
– Aqhasi et Al :The effects of green cardamom supplementation on blood glucose, lipids profile, oxidative stress, oxidative stress, sirtuin-1 and irisin in type 2 diabetic patients: a study protocol for a randomized placebo-controlled clinical trial. 2018 Jan 17;18(1):18. doi: 10.1186/s12906-017-2068-6.
– Siddiqui et al: Cardamom extract induces cell proliferation by increasing potassium currents in NIH3T3 cell line.2017 Nov;30(6):2211-2215.
-Kunnumakkara et al: Chronic diseases, inflammation, and spices: how are they linked? 2018 Jan 25;16(1):14. doi: 10.1186/s12967-018-1381-2.
-Umigai et al:  Safety Evaluation and Plasma Carotenoid Accumulation in Healthy Adult Subjects after 12 Weeks of Paprika Oleoresin Supplementation. 2018 Jan 23. doi: 10.5650/jos.ess17155.